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Questo sito nasce dall'esigenza di informare i cittadini delle attività svolte dall'amministrazione comunale in maniera tempestiva ed efficace. Verranno inserite le comunicazioni ufficiali e le informative pubbliche prodotte in forma cartacea e pubblicate nelle bacheche, affinche il maggior numero di persone possibile possa accedere alle notizie utilizzando le nuove tecnologie informatiche che oggi sono a disposizione.
sabato, 30 dicembre 2006

E' convocato un Consiglio Comunale Urgente per Mercoledì 3 Gennaio  2007 alle ore 21.00 in seduta pubblica.

Ordine del Giorno:

Surroga del Consigliere Nello Magagnini

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categoria:convocazioni
sabato, 30 dicembre 2006
Le Giunte dei Comuni di Manziana e di Canale Monterano hanno deliberato di intraprendere una azione congiunta avente per oggetto la ricerca del coinvolgimento, dei consensi e dei finanziamenti nazionali ed europei necessari a restituire al "Ponte del Diavolo"  l'antica dignità e permettere ad ogni cittadino di poterlo visitare ed ammirare.
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categoria:comunicati
lunedì, 25 dicembre 2006
Partecipo volentieri al forum che si è aperto sulla questione delle recite di Natale nelle nostre scuole. Sperando di non annoiare i volenterosi, vorrei fare una piccola cronistoria.
Non possiamo liquidare questo problema, gravissimo, con una battuta tipo “ il Sindaco ha litigato con la Preside “o viceversa. Il Sindaco e la Dirigente scolastica non litigano. Anzi, la cosa è risaputa, tra i due c’è antica amicizia e stima, infinita  e reciproca. Ognuno ha le proprie responsabilità e i propri doveri. La Preside deve assolutamente badare alla sicurezza degli alunni e dei lavoratori suoi dipendenti. Il Sindaco deve provvedere a soddisfare i bisogni di cittadini in età scolare e anche di quelli che sono al di fuori di questa fascia di età ( e in particolare: I soci frequentatori del Centro Anziani di Canale; gli sportivi o amanti del fitness che frequentano la palestra; le Suore che sono al servizio della Comunità da oltre cento anni; i Sigg. Monarca-Pigna che hanno diritto di passaggio attraverso il cortile delle Elementari; i bambini che fanno catechismo nelle aule del piano terra e quant’altro. Questo perché il Sindaco di Canale, ma credo che sia opinione comune tra tutti i sindaci d’Italia, ritiene che gli edifici scolastici, costati svariate decine di miliardi dei cittadini, debbano essere utilizzati dalla Collettività, nei limiti del possibile, anche al di fuori dell’orario scolastico, per tutte le attività che si svolgono normalmente in una Comunità. Per intenderci e per non dar adito a malintesi vorrei spiegare meglio il mio concetto con un paragone forse molto calzante. Infatti ci scandalizziamo, giustamente, allorché vediamo che negli Ospedali pubblici apparecchiature costate svariate migliaia di euro ai contribuenti vengono utilizzati solo la mattina ).
La Preside fa benissimo il suo lavoro e il Sindaco, con i propri limiti e con le proprie modeste capacità cerca di fare il suo lavoro di Amministratore della cosa pubblica, regolarmente e liberamente eletto. Ma purtroppo viviamo in una repubblica dove lo stato fa le leggi e poi non provvede a finanziarle. Quindi lo Stato ha promulgato tutta una serie di leggi che regolano l’autonomia scolastica e la sicurezza nelle scuole. Ma non da neanche mezzo centesimo alle scuole per far valere e rendere reale la propria autonomia e per non dipendere per ogni piccolo bisogno, dalla cancelleria all’acqua potabile, dagli Enti ( Comuni e Province ) che ospitano le scuole stesse. Ergo: le scuole sono di proprietà del Comune ( o della Provincia )che deve provvedere al mantenimento e alla sicurezza e deve, per proprio conto, secondo gli umori e le amicizie politiche del momento, andare a questuare fondi e finanziamenti presso le strutture superiori con umiltà e pazienza.
Fatto questo piccolo preambolo, ma forse non del tutto inutile, comincerò con il raccontare che la mia passata amministrazione ( Consigliere Delegato alla Scuola e Cultura Giuseppina Ceci e Piccioni Manlio Assessore ai Lavori Pubblici ), con un tour de force della ditta appaltatrice, degli operai e degli uffici comunali, riuscì nel giro di un mese ( Luglio e Agosto ) a mettere a norma e a togliere l’Eternit dal tetto della Scuola Materna di Montevirginio, impedendone così la chiusura, minacciata, anche per motivi economici, dalla Preside di Manziana Prof. Annibali. Nello stesso periodo riuscimmo a trasformare la Palestra Comunale ( realizzata come Autoparco Comunale ) in qualcosa di decisamente più decente ed invidiabile ( pavimento, illuminazione, bagni – 1° intervento; 2° intervento sistemazione dell’ala di sinistra dello stesso stabile ). Il tutto senza togliere un soldo dalle tasche dei cittadini di Canale Monterano ma facendomi dare due contributi provinciali : il 1° dall’allora Consigliere Provinciale Giuliano Sala e il 2° dall’allora Assessore Provinciale Leonardo Catarci. Il fatto di poter aver ottenuto questi due finanziamenti credo che si possa definire un colpo di …. Ma questo è il modo che si dovrebbe utilizzare per amministrare una collettività: fare i lavori con i soldi a fondo perduto e non con fondi di Bilancio o peggio ancora con mutui. Negli anni successivi abbiamo dotato la Scuola Elementare di Canale di una scala anti incendio e delle uscite di emergenza con porte antipanico ( sempre con un piccolo contributo regionale ). Negli stessi anni abbiamo realizzato alcune aule, dotandole di nuovi infissi, accorpando piccoli spazi, in esecuzione di precise indicazioni della Preside e delle insegnanti. Gli stessi lavori di messa in sicurezza sono stati effettuati anche nell’asilo di Canale. Nello stesso periodo abbiamo ottenuto tutti i certificati di legge per la sicurezza sia dell’Asilo di Montevirginio, sia di quello di Canale, sia delle scuole elementari, sia delle scuole medie ( ma su questo sicuramente interverrà Giuseppina Ceci che ha curato la vicenda nel dettaglio ).  Quindi, sottolineo, tutti gli edifici dove sono presenti i bambini o gli alunni delle medie hanno i certificati di legge. Non solo: ci siamo prodigati, Giuseppina Ceci ed io, a risolvere il problema della mensa scolastica che abbiamo arredato con gli stessi strumenti di una moderna tavola calda ( bancone distribuzione con scalda vivande ecc. ). Poco prima della crisi di Giunta e delle mie dimissioni abbiamo acquistato una nuova cucina che è ancora accatastata nei locali adiacenti la mensa. Nello stesso periodo abbiamo completato l’ultimo piano delle scuole medie, creando, oltre a 2 nuove aule anche un laboratorio di chimica e biologia e un laboratorio musicale elegante, funzionale e spazioso. Negli stessi anni abbiamo, con un pubblico finanziamento, separato l’androne del teatro dal resto della Scuola Media e sempre nello stesso periodo abbiamo dotato i nostri studenti di un laboratorio di informatica. Con gli stessi lavori abbiamo allargato la scala di uscita dal Teatro. Il tutto è stato fatto in un periodo inferiore a quattro anni. Scusate se è poco. Ma non ci siamo fermati qui. Abbiamo anche sistemato e rifatto a tempo di record il pavimento dell’androne di ingresso delle scuola elementare che si era avvallato per un evidente difetto di costruzione. Abbiamo “buttato” diversi soldi per cercare di risolvere il problema delle infiltrazioni d’acqua dal tetto della IV sezione della Materna di Canale, con risultati, purtroppo, non eccellenti.    Credo però che sia giusto citare gli ultimi, in ordine di tempo, interventi che riguarderanno le scuole. C’è un progetto, già finanziato e progettato, per un ulteriore sistemazione e dotazione di impianti di sicurezza delle scuole elementari e medie di, cito a memoria, 118.000 €. Inoltre, a Comune commissariato, ci siamo fortemente interessati, a farci concedere sempre dall’on. Bruno Astorre, autore di molti finanziamenti giunti a Canale Monterano, un ulteriore contributo di 215.000 € per mettere a “puntino” le nostre scuole e soddisfare così tutte le richieste che ci sono venute, in maniera regolare, tutti gli anni, da parte della Dirigente Scolastica e da parte del Responsabile della Sicurezza del medesimo Istituto Comprensivo di Manziana, prof. Arch. Meloselli. Tutti questi interventi, che non sono costati un centesimo alla collettività di Canale Monterano, sono stati progettati, finanziati, portati a compimento nel giro di circa 5 anni, commissariamento compreso. E con questo voglio assolutamente scagionare tutte le mie amministrazioni dall’accusa di inerzia e pressappochismo.   
Ciò però non risolve, in tutto e per tutto il problema della sicurezza nelle scuole  che è molto complesso e che  ha origini antiche e soprattutto ci si è iniziato a lavorare, ahimè, a livello nazionale, regionale e provinciale, solo dopo la tragedia di San Giuliano. Quindi è presumibile ed anche in parte comprensibile, ma non giustificabile, che ci siano ritardi ed incompletezze.
Ma torniamo alle recite e quindi al Teatro perché di teatrino si tratta.
Il nostro Teatro anche se, fisicamente, sta sotto la Scuola media, in realtà è un Teatro Comunale, riconosciuto dalla provincia di Roma ed inserito nel circuito dei Teatri provinciali, lusso, lustro e privilegio di ben poche città assai più grandi del nostro piccolo comune.
A me, Sindaco del Comune di Canale Monterano, non è arrivata nessuna richiesta, da parte dell’Istituto comprensivo di Manziana, di poter effettuare le recite natalizie nel nostro teatro, ne’ il nostro Assessore Giuseppina Bettarelli, è stata invitata, come tale, a presenziare all’avvenimento.  Ma non mi sono minimamente offeso di ciò. Ne ero tuttavia a conoscenza in quanto avvertito dai bambini stessi, che incontro per motivi professionali, da alcune mamme e da alcune maestre. E a tutti ho risposto che sarebbe bastata una mia ordinanza per rendere possibile questo tradizionale avvenimento come sempre è successo in passato.
Ma se il motivo che ha indotto la Preside a non utilizzare il nostro teatro comunale è la mancanza del certificato di prevenzione incendi questo non lo so. Il teatro, torno a ribadirlo è del Comune e non è stato mai consegnato alle scuole. Questo perché, ma credo che non sia il mio sviscerato amore per il teatro a farmelo credere, sono del parere che sugli edifici, costruiti con i soldi dei cittadini di Canale Monterano, siano gli stessi cittadini, attraverso i loro rappresentanti liberamente eletti, a stabilire i criteri di gestione, senza intromissione di alcuno.  Se poi il Comune di Manziana si è comportato diversamente  non so proprio che cosa dire. Ma credo che a casa propria ognuno possa gestire le sue cose come meglio crede, nell’interesse, in questo caso, superiore, di tutta la collettività.
Per concludere questo lunghissimo ” pistolotto” la Preside ha ragione: la scuola e i bambini devono essere in assoluta sicurezza! Per fortuna o per capacità abbiamo i soldi per farlo. La bacchetta magica, però, ci manca! Provvederemo.
Senza polemiche e con spirito di estrema collaborazione con la Dirigente dell’Istituto Comprensivo, senza strumentalizzazioni politiche esterne ai due Enti.
                                                          Marcello Piccioni
  
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sabato, 23 dicembre 2006
Con voto unanime il Consiglio Comunale, dando segno di equilibrio e lungimiranza, ha approvato la Lottizzazione e lo Schema di Convenzione relativi al complesso "Zona Artigianale".
Un importante e decisivo passo in avanti verso il traguardo del più ambizioso progetto mai realizzato a Canale Monterano.

dalla Casa Comunale, 23 dicembre 2006
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martedì, 19 dicembre 2006
Visualizza le manifestazioni organizzate per le festività natalizie 2006:

Manifestazioni natalizie 2006
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domenica, 03 dicembre 2006
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interrogazione04
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categoria:interrogazioni
domenica, 03 dicembre 2006
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interrogazione3
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categoria:interrogazioni
sabato, 02 dicembre 2006
Per rispetto dei cittadini che rappresento e dei consiglieri che siedono a questo tavolo, mi sento in dovere di rispondere, per quanto di mia competenza, alla gravissima accusa di una presunta violazione dei principi democratici formulata dai consiglieri dell’opposizione. L’accusa, espressa attraverso una denuncia alla Prefettura e alla Procura della Repubblica, è rivolta al Sindaco, colpevole di non avere convocato il consiglio comunale, richiesto dalla minoranza, per la discussione della lottizzazione in area artigianale.                   
 
Detto questo provo ad entrare nel merito della vicenda e per non dilungarmi troppo parto dall’ultimo atto ufficiale della scorsa amministrazione: la commissione urbanistica del 16 luglio 2005.
Quel giorno, vista la contemporanea assenza dei tre architetti consulenti e del segretario comunale, risultò subito evidente l’impossibilità della commissione di esprimere un parere legale sulla bozza di convenzione e un parere urbanistico sugli elaborati tecnici presentati, per cui, di fatto, si decise di passare la palla al commissario prefettizio che di lì a poco avrebbe assunto il governo del comune. I commissari presenti, espressero però una unanime volontà politica: che i lottizzanti valutassero di cedere al comune un lotto, da usare per interventi di pubblica utilità. Fu necessario questo passaggio perchè, malgrado fosse una volontà più volte manifestata dalla giunta, inspiegabilmente non fu mai formalmente presentata agli interessati.
A questo punto credo sia doveroso spendere due parole sulla concessione del lotto che da qualcuno è stata definita come un’estorsione o addirittura un ricatto imposto dal più forte (il comune) al più debole (il consorzio artigiani).
Un soggetto privato, che propone a chi amministra la cosa pubblica un progetto, che una volta realizzato procurerà un incremento di valore dei suoi beni, pone l’amministratore di fronte a delle scelte. Il sindaco o l’assessore disonesto coglierà al volo l’occasione e, indipendentemente dalla validità della proposta, adotterà ogni provvedimento, lecito o meno, affinchè il progetto venga approvato, cosicchè potrà beneficiare di sicuri ritorni economici, ovviamente illeciti.
Il sindaco o l’assessore che ha a cuore l’interesse della comunità che amministra, in accordo con il soggetto privato proponente, raggiungeranno un accordo per cui, una parte dell’incremento economico ricadrà, sotto forma di interventi pubblici, sulla stessa comunità.
In un campo come l’urbanistica, dove le scelte degli amministratori possono determinare enormi incrementi finanziari, il legislatore ha sentito la necessità di sancire, in qualche modo, il concetto di cui sopra, introducendo, nel quadro normativo, un nuovo strumento urbanistico chiamato accordo di programma.
Questa procedura consente addirittura, al sindaco e al presidente della Regione, competente per la pianificazione del territorio, di utilizzare una corsia preferenziale, per cui la firma dell’accordo modifica il Piano Regolatore vigente e consente al proponente di realizzare il proprio progetto, con l’impegno però, sancito da un atto d’obbligo, di cedere al comune una percentuale dell’incremento di valore della sua proprietà, che la realizzazione del progetto ha provocato.
Riguardo la zona artigianale, pur non utilizzando la scorciatoia dell’accordo di programma (quando siamo partiti, negli anni ’90, non ne conoscevamo l’esistenza), siamo ugualmente riusciti, ovviamente con tempi più lunghi, a modificare la destinazione urbanistica dell’area, che da agricola è diventata produttiva, con un notevole incremento del suo valore commerciale.
Mi rimane difficile capire perchè, se le condizioni di partenza e le finalità raggiunte sono le stesse, in un caso, la cessione di una parte della proprietà privata è la giusta contropartita di un accordo, mentre nell’altro caso si reputa un’estorsione. Ed è ancora più difficile digerire questo concetto, se il comune destina un finanziamento pubblico di 350.000 euro, ad esclusivo beneficio dei lottizzanti, che altrimenti avrebbero dovuto accollarsi anche questa spesa per realizzare le opere di urbanizzazione primaria.
 
Tornando all’argomento principale, risulta evidente che l’accettazione da parte dei lottizzanti della condizione posta dall’amministrazione e ribadita dalla commissione urbanistica, della cessione del lotto, è determinante per la prosecuzione dell’iter di approvazione della lottizzazione.
Ma come si poteva andare avanti se, solo qualche settimana fa, il rappresentante del consorzio negava, ancora, alla giunta, la cessione del lotto!
Soltanto da pochi giorni abbiamo raggiunto l’accordo sullo schema di convenzione da portare in consiglio, nel quale finalmente viene sancita la legittima richiesta dell’amministrazione.
Sono questi i motivi che ci hanno impedito finora di andare avanti! Non c’è nessun assessore contrario, nè alcun ripensamento; ricordo che il comune ha investito in quell’area 350.000 euro e che diventerà proprietario di un lotto di 1400 mq.. Pensate che vogliamo mandare tutto a monte? Follia!
Piuttosto sarebbe interessante capire a chi giova la politica condotta dai consiglieri di opposizione al riguardo. Ci hanno denunciato per non aver convocato il consiglio comunale e di fatto, per anni, nella loro veste di presidente del consorzio artigiani e assessore delegato, hanno impedito che ci fossero le condizioni perchè ciò avvenisse.
L’ex vicesindaco, nonchè unico rappresentante della giunta, delegato a trattare con gli artigiani, mentre rassicurava i colleghi della maggioranza, sulla volontà degli artigiani di cedere il lotto, chiedeva un finanziamento europeo, all’insaputa degli altri assessori, per un progetto realizzato da AMA, di un’isola ecologica all’interno della zona artigianale. Il piano finanziario del progetto non solo non teneva conto della futura proprietà che il comune avrebbe acquisito, ma addirittura ne prevedeva il pagamento! Insomma, i lottizzanti dell’area artigianale, dopo aver visto trasformare la loro terra da agricola a produttiva; dopo aver ottenuto il finanziamento pubblico di 350.000 euro avrebbero anche venduto al comune il lotto che invece avrebbero dovuto cedere gratuitamente.
Potevano essere questi i presupposti per un accordo? Potevano essere queste le basi per giungere ad una convenzione concordata? Assolutamente no! Il lavoro della giunta dei mesi scorsi è stato quello di cercare di avvicinare le parti, inizialmente molto distanti. Crediamo di essere riusciti a confezionare un buon prodotto, con soddisfazione reciproca.
Avrete capito che in questo comune non c’è nessuno che attenta alla democrazia, non c’è nessuno che impone la legge del più forte, si cerca soltanto di amministrare al meglio la nostra comunità, nel rispetto delle regole, degli interessi comuni, dei diritti e della dignità di ognuno.
Ma ora dobbiamo andare avanti e cercare di concludere il discorso zona artigianale che è durato fin troppo.
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