Lo scopo di questa nota è di mettere a disposizione una serie di informazioni utili al dibattito in corso, nella nostra Comunità, sull'argomento.
Per affrontare la questione “ ATO2 – Acea “ è opportuno individuare, prima di tutto, la successione temporale delle decisioni assunte a livello nazionale, regionale e locale:
· L’impianto legislativo passa attraverso i seguenti punti fondamentali:
1)
2)
3) La suddetta Legge Regionale, a norma del Decreto Legislativo del 18 agosto 2000 n. 267, art.
4) I Comuni e le Provincie dell’ ATO2 hanno scelto di cooperare tramite la stipula di una Convenzione di Cooperazione. La forma di cooperazione prescelta, ai sensi dell’art. 4 della Legge Regionale 6/1996 è denominata Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale.
5) L’Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma (ATO2) è costituito dai Comuni individuati dalla Legge Regionale 22/1/1996 n. 6, poi modificata dalla L.R. 31/99. Nell’ambito ricadono 112 Comuni, successivamente portati a 140.
6)
7)
8) L’Autorità d’Ambito connessa alla Convenzione di Cooperazione è costituita dalla Conferenza dei Sindaci di tutti i comuni dell’ATO2 coordinata dal Presidente della Provincia di Roma.
9) Alla Conferenza dei Sindaci sono affidate le decisioni di indirizzo, di pianificazione, di programmazione, di controllo e tariffarie.
10) I comuni delle ATO, già nella Convenzione di Cooperazione, hanno scelto di affidare la gestione del Sistema ad una società a prevalente capitale pubblico, ed hanno individuato il futuro gestore in ACEA, allora azienda del Comune di Roma, una volta che si fosse trasformata in Società per Azioni.
11) Altre date importanti :
· 26 novembre 1999 con delibera 1/99
· 24 maggio 2002 con delibera 1/02
· 6 agosto 2002 firma della Convenzione per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato, ai sensi della Legge 5 gennaio 1994 n°36, tra il Presidente della Provincia di Roma in rappresentanza dell’Autorità di Ambito ed il Presidente di Acea Ato2 in rappresentanza del Gestore.
· 11 aprile 2004, con voto unanime, il Consiglio Comunale vota ed approva
· IL PERSONALE
Il trasferimento del personale è regolato dal Protocollo di Intesa sottoscritto in data 6 marzo 2003, e successivamente integrato da un ulteriore Protocollo in data 26 ottobre 2005, fra il Presidente della Provincia di Roma e le Rappresentanze Sindacali.
Del personale comunale attualmente in servizio, sono cinque i dipendenti interessati al passaggio. Due hanno scelto di rimanere nel Municipio. Dei tre rimasti uno, con contratto a tempo indeterminato ed uno con contratto a tempo determinato passano ad Ato2-Acea.
Il terzo, con contratto a tempo determinato, entrerà in un particolare elenco soggetto ad ulteriori verifiche in quanto inserito nella lista di potenziali trasferimenti solo in una data successiva a quella indicata dall’accordo preliminare.
Il passaggio avverrà gradualmente attraverso un periodo variante fra sei e i dodici mesi durante i quali il personale rimarrà amministrativamente in forza al Comune ma opererà alle dipendenze del Gestore che rifonderà il Comune dei costi relativi. Successivamente il trasferimento diventerà definitivo. Stiamo inoltre cercando di valutare con ATO2 la possibilità di allocare i loro uffici di zona nel nostro territorio.
- L’alternativa “In House”.
Questa Amministrazione ha ritenuto che non esistono le condizioni politiche ( intendo la possibilità concreta di reperire finanziamenti dalla Provincia o dalla Regione).
Dall’analisi di un piano finanziario appare chiaro che non esistono le condizioni economiche per intervenire in proprio ( ad esempio mediante l’accensione di mutui ed un conseguente pesante indebitamento che alla fine non significherebbe altro che nuove tasse ai cittadini )
E’ bene non dimenticare che questo Comune ha faticosamente raggiunto un difficile equilibrio dei conti, che ha già conosciuto un commissariamento per dissesto finanziario e che l’accesso al finanziamento pubblico è sempre più difficile.
Esiste, al contrario, un palese rischio di isolamento da un circuito che
E’ impossibile immaginare un progetto moderno di utilizzo di un bene primario quale l’acqua senza un processo di integrazione con le risorse e le strutture similari ed omogenee presenti sul territorio. Una forma consortile che offra sinergie, controlli e risparmi.
Una autonoma gestione è una scelta pretenziosa e priva di una visione progettuale, e porta inevitabilmente verso aggravi di costi e disservizi.
Non è peraltro sfuggita a questa Amministrazione l’esigenza di una rivisitazione della Legge Galli, di una completa ristrutturazione della Conferenza dei Sindaci quale strumento che dovrebbe diventare una vera ed efficace Autority.
Da questa Autority deriverebbe il compito di un controllo tempestivo ed efficace sulla gestione, sugli investimenti e sulla politica dei prezzi di ATO2 - Acea.
Meglio ancora sarebbe una struttura consortile, ovvero la formazione di un Consorzio fra i Comuni stessi che verrebbe affiancato da una struttura di Servizio e non una di Gestione come è ora organizzato ATO2.
Questa possibilità era peraltro prevista dalla Legge Galli ( attraverso la Regione Lazio) che dava, appunto, ai Comuni di ogni ATO la possibilità di cooperare o tramite la stipula di una Convenzione di Cooperazione ( quella poi scelta ed a breve operante) oppure tramite un Consorzio.
Appare quindi evidente che è impensabile e surreale, allo stato delle cose, una scelta solitaria.
L’ Amministrazione guarda anche con favore ad un movimento di carattere popolare che sia in grado di esercitare una pressione sulle parti politiche e sul Governo in genere, e proteso ad ottenere un ripensamento legislativo sull’intero impianto.
Per concludere, non una azione singola, inefficace ed ulteriormente penalizzante per i Cittadini, bensì una richiesta forte e di respiro nazionale.
Eugenio Parise