Nell’ultimo numero del foglio locale “La voce del leone”, si riporta, in forma palesemente ed artatamente ridotta ed incompleta, un mio intervento all’ultimo Consiglio Comunale.
Aggiornavo, con quell’intervento, il Consiglio tutto sugli ultimi sviluppi della “questione Acea-ATO2”.
Mi attendevo, eventualmente, una serie di osservazioni elaborate e costruttive, addirittura, visto la valenza di assoluto interesse dell’argomento, la proposta di un pubblico dibattito; ma certo non : “OGNI COMMENTO E’ SUPERFLUO. PURTROPPO. “
Vorrei sperare che questa inacidita e frettolosa riga non sia del direttore, al quale ho sempre riconosciuto equilibrio e compostezza; perché, se così non fosse, vorrebbe dire che il virus della superficialità, del totale abbandono all’astio di parte, della ottusa cecità e rinuncia ad una pur minima autonomia intellettuale, non ha risparmiato proprio nessuno.
I commenti bisogna farli, eccome bisogna farli.
Naturalmente occorre essere liberi da condizionamenti, da asservimenti morali, politici e non, occorre essere autonomi, nella testa e nel cuore.
Ma soprattutto bisogna informarsi, verificare le carte, chiedere, confrontarsi, e non abbandonarsi ad una comoda ed orba ignoranza.
Bisogna venire in Municipio, documentarsi e non nascondere la testa come gli struzzi e colpire con i piedi.
E così, ancora una volta armati di santa pazienza, proviamo a spiegare, ai sani ed agli stolti, come stanno le cose, come sono andate, e come potrebbero andare.
Nella citata assemblea pubblica in cui si illustrò l’intera questione di Acea-ATO2, l’allora capo dell’opposizione nonché segretario provinciale dei DS, ebbe a proporre un rapporto di collaborazione con l’Amministrazione.
Ma per fare cosa?
Poco tempo dopo, in due occasioni: la prima durante una seduta di Commissione, e la seconda in un colloquio con il sottoscritto, lo stesso segretario provinciale ebbe a dichiarare, senza ombra di dubbio, CHE L’UNICA COSA DA FARE ERA DI CEDERE SUBITO
Ma allora, la tambureggiante richiesta di mantenimento del Servizio Idrico Integrato in mano pubblica portata avanti a Canale Monterano dai Movimenti prima e da tutte le forze di sinistra poi, dove va a finire ?
Un po’ di coerenza non guasterebbe.
Due sono stati i motivi che hanno convinto questa Amministrazione a non firmare la cessione degli impianti ad Acea:
a) Si stava profilando la concreta possibilità di un forte movimento locale e nazionale che spingeva verso la seconda opzione nella attuazione della Legge Galli, e cioè NON della GESTIONE DIRETTA affidata ad Acea, ma di un CONTRATTO DI SERVIZIO con il mantenimento del controllo dell’irrinunciabile bene che è l’acqua, in mano ai Comuni.
b) La specifica richiesta di Acea a Canale Monterano era stata semplice e “spietata”: Acea assumeva la gestione ed al Comune rimaneva il problema della mancata autorizzazione allo scarico delle acque reflue ( con relative denuncie) e della mancata realizzazione della indispensabile separazione delle acque chiare dalle acque nere, la cui esecuzione richiedeva una spesa di almeno un milione di euro.
Era questo che volevano i compagni DS di Canale Monterano ?
Iniziarono allora due tavoli di trattative, separate ma contemporanee; uno con Acea, per verificare le possibili alternative, e l’altro con L’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, per studiare soluzioni diverse.
Nel frattempo la Camera dei Deputati approvava la “Moratoria” che, se confermata integra al Senato, restituiva la totale titolarità degli impianti ai Comuni.
Appare evidente che, in questo contesto, era ed è essenziale rimanere liberi da un vincolo contrattuale che avrebbe legato Canale, per i prossimi 25 anni, ad Acea.
Insomma, per dircela tutta, bisognava prendere tempo e seguire con attenzione gli eventi i cui sviluppi, era ormai chiaro, non erano più infiniti.
L’Acea, “ammorbidita” sia dalla ferma posizione dell’Amministrazione, che dai risvolti giudiziari a seguito delle denuncie per il depuratore di Vejano, si era disposta ad un sereno e non più affrettato e pressante rapporto sia con il Comune che con lo stesso Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio.
Credo di poter dire, senza possibilità di smentite, che sia la posizione assunta dall’Amministrazione comunale, che ancorpiù i fatti nazionali promossi e causati dai movimenti a favore della ripublicizzazione dell’acqua, hanno generato il “miracolo” di una Acea disponibile, attenta e paziente di fronte ai programmi dell’Assessorato all’Ambiente della Regione.
Ne è riprova la lettera inviata dal direttore regionale De Filippis che ribadiva la promessa assegnazione sia di 350,000.00 euro per interventi straordinari sui due depuratori, che quella di 1.000.000,00 di euro per il completamento della separazione delle acque.
Aggiungeva alla fine che, una volta raggiunto il completamento di tutte le opere necessarie, con i relativi collaudi, era pensabile la ripresa del rapporto con il Gestore Unico.
A questo si era giunti con il lavoro paziente e silenzioso di molte forze che avevano concorso, in forme e percorsi diversi, ad un obbiettivo comune.
I risultati sono:
1) La gestione del S.I.I. è tutt’ora in mano pubblica, in attesa delle decisioni del parlamento.
2) Avremo i finanziamenti necessari alla completa salvaguardia del territorio e degli interessi dei cittadini, senza corse cieche verso il lavarsi le mani dai problemi, ma anche senza l’avventura di una gestione totalmente in proprio, abbandonati ed avulsi da tutti e tutto.
3) Per ora NON abbiamo l’Acea contro ed ABBIAMO la Regione a favore.
4) Per quanto poi riguarda il finanziamento di 5.500.000,00 euro promesso dall’Acea, cerchiamo di non fare i finti tonti o, peggio, i contestatori di professione.
Il finanziamento c’è e rimane, non contrasta con i piani dell’Amministrazione Comunale né con quelli della Regione, ma semplicemente verrà attuato, così come previsto dal Piano Industriale e Finanziario dell’Acea, “ nel prossimo quinquennio:
(leggi NON PRIMA DI CINQUE ANNI).
E nel frattempo ???
Per concludere. La critica è un diritto ed un dovere, e non ho difficoltà ad ammettere che in questo primo anno di amministrazione non mancano gli spunti critici.
Tuttavia, equilibrio, buon senso e voglia di costruire, dovrebbero essere merce un po’ meno rara da tutte le parti.
Eugenio Parise
Assessore alle Attività Produttive