L’ Amministrazione Comunale di Canale Monterano, anche in qualità di ente gestore della Riserva Naturale Monterano, da tempo afferma e ribadisce il suo pieno “NO!” all’utilizzazione della ex strada vicinale “Ponte Antico” e della pista di esbosco “Scalette” come via di transito veicolare, dopo anni di chiusura per motivate esigenze connesse alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente.
Questa posizione nasce dal presupposto, ribadito anche dal TAR, che senza la messa in sicurezza la strada non può essere riaperta, dalla consapevolezza che è praticamente impossibile rendere sicura l’area interessata, come più volte ribadito dai pareri tecnici richiesti e dalla convinzione che la sua utilizzazione non costituisca affatto un’esigenza irrinunciabile, come da più parti si vuol far credere.
Nel 1993, il Consiglio Comunale chiese di inserire la zona interessata nella Riserva Naturale, richiesta che fu recepita con apposita legge regionale emanata per tutelare l’esclusività dei suoi valori ambientali e il corso del Mignone; ora la politica europea di tutela degli habitat afferma che ambienti come le valli fluviali, strette ed incassate, costituiscono corridoi ecologici di fondamentale importanza per la fauna e la flora e quindi da conservare con particolare riguardo.
Nel 2001, il Consiglio Comunale inserì parte dell’area tra le riserve integrali e la Regione Lazio ha successivamente inserito la parete delle scalette, tra i “geositi” del Lazio, veri e propri “monumenti naturali”.
Persino l’Università Agraria, in osservanza a quanto prescritto dal suo stesso Piano di taglio dei Boschi, ha, a suo tempo, chiesto ed ottenuto che il bosco, sulla parete delle Scalette, fosse indennizzato per il mancato taglio, dato che si trovava in un’area di particolare tutela all’interno della Riserva Naturale.
Tutto ciò avvenne prima dell’acquisto, da parte di una società privata, di circa 600 ettari nel territorio di Vejano, che pretende di raggiungere attraverso il nostro territorio protetto.
Ora si vorrebbe far credere che la riapertura della strada e della pista, con la realizzazione di presunti, ingenti, quanto dannosi ed inutili interventi di “messa in sicurezza”, costituisca una necessità per tutta la collettività di Canale, anche se tutti sanno che la strada e la pista conducono esclusivamente a quella proprietà, raggiungibile, peraltro, con altre strade.
La Regione Lazio, che in questi anni ha destinato ingenti risorse sul nostro territorio, proprio grazie all’esistenza della Riserva Naturale, ci ha confortato in numerose occasioni, ribadendo con forza che l’area interessata, oltre ad essere a rischio idrogeologico di primo livello, è una delle più vincolate e preziose dal punto di vista ambientale e che l’ente gestore ha precisi doveri nei confronti della sua tutela.
Il nostro NO! è anche contro il commissario ad acta nominato dal TAR, perché le sue decisioni sovvertono l’intero impianto normativo che riguarda la tutela dell’ambiente, la difesa del suolo, l’appalto dei lavori pubblici e se ne infischia dei pareri tecnici e dell’azione quotidiana delle persone che lavorano per il pubblico interesse.
Ci chiediamo perché la comunità di Canale Monterano, che questa amministrazione rappresenta, dovrebbe rinunciare a una fetta del proprio territorio, forse la più preziosa, a vantaggio della comodità di un privato, che, alla faccia di tutto e tutti, vorrebbe utilizzare per forza quel percorso!
NO!, noi non ci stiamo. Diciamo NO! all’arroganza del denaro; NO! all’assalto del nostro territorio che così faticosamente abbiamo cercato di mantenere, rinunciando ai facili introiti che derivano da politiche urbanistiche devastanti, rimaste ormai unica fonte di sostentamento dei comuni; NO! a provvedimenti che vanificano decenni di conquiste sui temi ambientali e ci riportano agli anni delle speculazioni e alla devastazione dei luoghi di maggior pregio.
Perché questa amministrazione sta dalla parte di quelli che rispettano le leggi, l’ambiente, il prossimo e lavora quotidianamente affinché venga tutelata la cosa pubblica.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
