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Questo sito nasce dall'esigenza di informare i cittadini delle attività svolte dall'amministrazione comunale in maniera tempestiva ed efficace. Verranno inserite le comunicazioni ufficiali e le informative pubbliche prodotte in forma cartacea e pubblicate nelle bacheche, affinche il maggior numero di persone possibile possa accedere alle notizie utilizzando le nuove tecnologie informatiche che oggi sono a disposizione.
sabato, 09 febbraio 2008

Inceneritore per rifiuti (o termovalorizzatore)

Un inceneritore (o termovalorizzatore) è un impianto industriale di incenerimento, per combustione, dei rifiuti.

E' essenzialmente composto da un forno all'interno del quale vengono bruciati i rifiuti (CDR), a volte anche con l'ausilio di gas metano, che serve ad innalzare la temperatura di combustione nel caso il CDR non abbia sufficienti caratteristiche di potere calorifico; il calore prodotto porta a vaporizzazione l'acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, e il vapore così generato aziona una turbina che trasforma l'energia termica in energia elettrica.

L'inceneritore o termovalorizzatore è quindi un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti (CDR), con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione.

Il termine "termovalorizzatore" però, spesso utilizzato, è in realtà inappropriato, oltre che fuorviante, per il semplice motivo che il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perché l'intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso (raccolta differenziata  trattamento riciclo).

E' anche vero che pure il termine inceneritore potrebbe risultare "riduttivo", poiché in effetti gli inceneritori o termovalorizzatori producono anche energia, ma le caratteristiche peculiari di un inceneritore restano la combustione, con conseguente rilascio in atmosfera di inquinanti sottilissimi e dannosi alla salute, e la produzione di ceneri di scarto che, è bene ricordarlo, rappresentano in peso il 30% del rifiuto in ingresso bruciato. Ciò significa che comunque, al termine del processo di incenerimento, i rifiuti in entrata vengono eliminati solo per il 70% del loro volume, creando quindi un ulteriore problema, quello dello smaltimento delle ceneri stesse.

Per quanto riguarda le emissioni inquinanti, questi impianti sono dotati di sistemi di controllo che dovrebbero garantirne un rilascio ridotto, anche se permangono dei dubbi sull'effettiva efficacia della misurazione di tale impatto, poiché le altissime temperature (anche superiori ai 1.000°) utilizzate nel processo di combustione producono nanoparticelle finissime che sfuggono al controllo.

In Italia assorbono il 15% dei rifiuti raccolti, corrispondenti a circa 4 milioni di tonnellate.
In molti paesi, come l'Olanda, è in atto una politica che prevede la progressiva chiusura degli inceneritori, a favore di prevenzione e raccolta differenziata.
In altri, come Finlandia, Grecia e Irlanda, non esistono.

L'utilizzo degli inceneritori come pratica di smaltimento può essere criticata soprattutto per l'idea sbagliata che trasmette, e cioè che sia più semplice sbarazzarsi dei rifiuti bruciandoli anziché valorizzarli. In realtà, agendo sulla prevenzione, la riduzione dei consumi e dei rifiuti e la raccolta differenziata, è facile dimostrare non solo che l'intero processo di riciclo è assolutamente più rispettoso dell'ambiente e della salute, ma anche economicamente più conveniente.

Non bisogna infatti dimenticare che gli inceneritori godono di finanziamenti pubblici (Cip6) senza i quali, da un punto di vista economico e finanziario, non avrebbero le risorse per funzionare.

Gli inceneritori più diffusi in Italia ed in Europa sono "a griglie".


da: http://educambiente.iport.it/index.html

 

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sabato, 09 febbraio 2008

La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future: riusare e riutilizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente "naturalmente" più ricco.

Infatti, ogni nostra azione produce inquinamento, anche la più comune, come per esempio leggere un giornale o bere un'aranciata, non sarebbe nulla, se non considerassimo che ogni giorno nel mondo vengono stampate milioni di pagine, costruite milioni di bottiglie in plastica o lattine in alluminio, assemblati milioni di oggetti e mobilio per le nostre case.

Tradotto in altre parole, milioni di alberi abbattuti, milioni di litri di petrolio consumati, milioni di kg di CO2 immessi nell'atmosfera: con la raccolta differenziata, invece, tutte queste risorse vengono risparmiate.

Alcuni esempi

  • ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno: se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone
  • per produrre 1 kg di alluminio, occorrono 15 kwh di energia elettrica; per produrre un kg di alluminio riciclato, servono invece 0,8 kwh: in Italia, ogni anno, vengono consumate 1 miliardo e 500 mila lattine
  • per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica: per produrre una tonnellata di carta riciclata bastano invece 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica
  • se non differenziati, i farmaci in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici
  • il riciclo del vetro permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di petrolio
  •  i pneumatici, una volta terminato il loro ciclo, possono essere reimmessi in ciclo per gli utilizzi più svariati: è importante, poiché in Italia ne vengono scartati ogni anno 500.000 tonnellate, per un volume di oltre 3 milioni di metri cubi, l'equivalente di più di 6 stadi di San Siro colmi fino all'orlo
  •  da 100 kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo: 1 solo kg di olio usato disperso nell'ambiente inquina 1.000 metri cubi d'acqua.


Adesso, provate a fare due calcoli con gli oggetti che vi circondano!

I risparmi della raccolta differenziata


  1. Differenzia la plastica
    Con il recupero di 1.000 tonnellate di plastica (ossia la quantità di plastica prodotta da una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, cioè l'equivalente dell'energia usata da 20.000 frigoriferi in un anno.

  2. Differenzia la carta
    Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica.
    Per produrre invece una tonnellata di carta riciclata bastano 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica.

  3. Differenzia il vetro
    Nella produzione di vetro "nuovo", per ogni 10% di rottame di vetro inserito nei forni si ottiene un risparmio del 2,55% di energia, equivalente ad oltre 130 litri di petrolio risparmiato per ogni tonnellata di vetro riciclato usato.
    Si stima che l'industria vetraria registri ogni anno un risparmio energetico, grazie alla raccolta differenziata, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.

  4. Differenzia il rifuto verde (ramaglie)
    Gli scarti provenienti dalla cura delle aree verdi e dei nostri giardini (foglie, erba, residui floreali, ramaglie, potature) costituiscono una parte consistente dei rifiuti prodotti e sono fondamentali per il processo di compostaggio industriale.
    Ne sono sufficienti 10 tonnellate per fertilizzare un ettaro di terreno.

  5. Differenzia l'alluminio
    Per produrre 1 kg di alluminio, occorrono circa 15 kwh di energia elettrica ed un impianto di estrazione di bauxite.
    Per produrre 1 kg di alluminio da materiale riciclato, occorrono invece 0,8 kwh di energia e, soprattutto, nessun impianto di estrazione di bauxite, assente nel nostro paese.

  6. Differenzia il tuo vecchio frigo
    Frigoriferi e congelatori sono costituiti per lo più da acciaio e plastica ma contengono anche sostanze chiamate clorofluorocarburi (CFC), responsabili dei danni all'ozono atmosferico.
    Si stima che ogni frigo contenga in media 250 grammi di CFC vari (freon, poliuretano), oltre all'olio minerale altamente dannoso contenuto nel motore dell'impianto refrigerante.

  7. Differenzia l'olio minerale
    L'olio minerale usato (olii lubrificanti nell'artigianato, negli autoveicoli, nell'industria, ecc.) è per la quasi totalità recuperabile.
    Da 100 kg di olio usato si ottengono 68 kg di olio nuovo.

  8. Differenzia i pneumatici
    In Italia è stato calcolato che il 65% dei pneumatici finisce nelle discariche.
    La gomma è un combustibile e, quando nella discarica avvengono combustioni non controllate, si liberano, soprattutto a causa dei pneumatici, fumi densi molto inquinanti.
    Il recupero dei pneumatici usati avviene, per esempio, con la triturazione:
    alla temperatura di 100° sotto zero raggiunta tramite l'impiego di azoto liquido, la triturazione meccanica diventa semplice e la successiva separazione automatica dei vari componenti assicura un riciclo pressoché totale dei materiali, che vengono utilizzati come sottostrati anti-rumore per strade ed autostrade, piste da corsa e campi sportivi, ecc.


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domenica, 30 dicembre 2007
Con voto unanime il Consiglio Comunale ha votato la richiesta, al sindaco di Barbarano, di sospendere ogni iniziativa tesa alla realizzazione della centrale a biomasse e di avviare un tavolo di confronto con i comuni, le forze politiche e sociali del comprensorio.
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venerdì, 28 dicembre 2007
Il Consiglio è convocato, in seduta pubblica, Sabato 29 Dicembre 2007, alle ore 9.30
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mercoledì, 05 dicembre 2007

     L’ Amministrazione Comunale di Canale Monterano, anche in qualità di ente gestore della Riserva Naturale Monterano, da tempo afferma e ribadisce il suo pieno “NO!” all’utilizzazione della ex strada vicinale “Ponte Antico” e della pista di esbosco “Scalette” come via di transito veicolare, dopo anni di chiusura per motivate esigenze connesse alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente.

     Questa posizione nasce dal presupposto, ribadito anche dal TAR, che senza la messa in sicurezza la strada non può essere riaperta, dalla consapevolezza che è praticamente impossibile rendere sicura l’area interessata, come più volte ribadito dai pareri tecnici richiesti e dalla convinzione che la sua utilizzazione non costituisca affatto un’esigenza irrinunciabile, come da più parti si vuol far credere.

     Nel 1993, il Consiglio Comunale chiese di inserire la zona interessata nella Riserva Naturale, richiesta che fu recepita con apposita legge regionale emanata per tutelare l’esclusività dei suoi valori ambientali e il corso del Mignone; ora la politica europea di tutela degli habitat afferma che ambienti come le valli fluviali, strette ed incassate, costituiscono corridoi ecologici di fondamentale importanza per la fauna e la flora e quindi da conservare con particolare riguardo.

     Nel 2001, il Consiglio Comunale inserì parte dell’area tra le riserve integrali e la Regione Lazio ha successivamente inserito la parete delle scalette, tra i “geositi” del Lazio, veri e propri “monumenti naturali”.

     Persino l’Università Agraria, in osservanza a quanto prescritto dal suo stesso Piano di taglio dei Boschi, ha, a suo tempo, chiesto ed ottenuto che il bosco, sulla parete delle Scalette, fosse indennizzato per il mancato taglio, dato che si trovava in un’area di particolare tutela all’interno della Riserva Naturale.

     Tutto ciò avvenne prima dell’acquisto, da parte di una società privata, di circa 600 ettari nel territorio di Vejano, che pretende di raggiungere attraverso il nostro territorio protetto.

     Ora si vorrebbe far credere che la riapertura della strada e della pista, con la realizzazione di presunti, ingenti, quanto dannosi ed inutili interventi di “messa in sicurezza”, costituisca una necessità per tutta la collettività di Canale, anche se tutti sanno che la strada e la pista conducono esclusivamente a quella proprietà, raggiungibile, peraltro, con altre strade.

     La Regione Lazio, che in questi anni ha destinato ingenti risorse sul nostro territorio, proprio grazie all’esistenza della Riserva Naturale, ci ha confortato in numerose occasioni, ribadendo con forza che l’area interessata, oltre ad essere a rischio idrogeologico di primo livello, è una delle più vincolate e preziose dal punto di vista ambientale e che l’ente gestore ha precisi doveri nei confronti della sua tutela.

     Il nostro NO! è anche contro il commissario ad acta nominato dal TAR, perché le sue decisioni sovvertono l’intero impianto normativo che riguarda la tutela dell’ambiente, la difesa del suolo, l’appalto dei lavori pubblici e se ne infischia dei pareri tecnici e dell’azione quotidiana delle persone che lavorano per il pubblico interesse.

     Ci chiediamo perché la comunità di Canale Monterano, che questa amministrazione rappresenta, dovrebbe rinunciare a una fetta del proprio territorio, forse la più preziosa, a vantaggio della comodità di un privato, che, alla faccia di tutto e tutti, vorrebbe utilizzare per forza quel percorso!

     NO!, noi non ci stiamo. Diciamo NO! all’arroganza del denaro; NO! all’assalto del nostro territorio che così faticosamente abbiamo cercato di mantenere, rinunciando ai facili introiti che derivano da politiche urbanistiche devastanti, rimaste ormai unica fonte di sostentamento dei comuni; NO! a provvedimenti che vanificano decenni di conquiste sui temi ambientali e ci riportano agli anni delle speculazioni e alla devastazione dei luoghi di maggior pregio.

     Perché questa amministrazione sta dalla parte di quelli che rispettano le leggi, l’ambiente, il prossimo e lavora quotidianamente affinché venga tutelata la cosa pubblica.

     L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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lunedì, 26 novembre 2007
Il Consiglio Comunale è convocato, in sessione straordinaria e pubblica, alle ore 17.00 di Venerdì 30 Novembre 2007, presso l'Aula Consiliare del Municipio.
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domenica, 11 novembre 2007

Sabato 10 Novembre, un mix di civiltà ed opportunità. Oltre 450 tonnellate di rifiuti speciali condotti in discarica senza che Cittadini e Municipio spendessero 1 euro.La giornata ecologica, indetta dalla Provincia di Roma in collaborazione con il Comune di Canale Monterano e la Romana Maceri spa, è stata  un successo che è andato oltre le più ottimistiche previsioni. Una buona occasione per svuotare cantine e ripostigli e rendere il territorio più pulito ( meno rischi di vedere abbandonati frigo e televisori). Purtroppo i soliti pochi idioti hanno un po' rovinato la festa incendiando due cassonetti all'inizio di Via dei Prati Lunghi. Tra l'altro un danno di oltre 1500 euro che pagheremo tutti noi.


 


 

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venerdì, 09 novembre 2007
Il Consiglio Comunale si riunisce, in seduta straordinaria e pubblica, Sabato 10 Novembre alle ore 9.30.
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giovedì, 08 novembre 2007

Art. 26-bis.<-center>


(Disposizioni in materia di servizi idrici)


1. Al fine di assicurare la razionalizzazione e la solidarietà nell’uso delle acque, fino all’emanazione delle disposizioni adottate in attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, integrative e correttive del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, contenenti la revisione della disciplina della gestione delle risorse idriche e dei servizi idrici integrati, e comunque entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto non possono essere disposti nuovi affidamenti ai sensi dell’articolo 150 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152. La titolarità delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata ad enti pubblici.


2. Nell’ambito delle procedure di affidamento di cui al comma 1 sono ricomprese anche le procedure in corso alla data di entrata in vigore della presente legge fatte salve le concessioni già affidate.


3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, predispone e trasmette alle Camere una relazione sullo stato delle gestioni esistenti circa il rispetto dei parametri di salvaguardia del patrimonio idrico e in particolare riguardo all’effettiva garanzia di controllo pubblico sulla misura delle tariffe, alla conservazione dell’equilibrio biologico, alla politica del risparmio idrico e dell’eliminazione delle dispersioni, alla priorità nel rinnovo delle risorse idriche e per il consumo umano".


 

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giovedì, 11 ottobre 2007

Ieri pomeriggio è deceduta la Signora Edda Gambaccini Adacher. Siamo costernati per  tale gravissima perdita e partecipiamo commossi al dolore della Famiglia e di tutti i Soci dell'A.A.I.S., benemerita Associazione  da Lei presieduta.

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venerdì, 28 settembre 2007

Abbiamo ricevuto le seguenti comunicazioni dall’Assessore all’Ambiente e Cooperazione fra i Popoli della Regione Lazio, Dott. Filiberto Zaratti.


Questo è l’importante frutto di un lavoro paziente, equilibrato e lungimirante.


Sono molti gli artefici di questo grande successo e tutti sono raccolti nel sincero ringraziamento dell’Amministrazione.


 


Eugenio Parise


Assessore alle Attività Produttive


 


 


*   *   *    *   *   *   *   *   *   *   *


 


 


Roma 21 settembre 2007


 


Prot. n. Ass.re/3817


 


AL SINDACO DEL COMUNE DI


CANALE MONTERANO


Piazza del Campo n. 9


00060 Canale Monterano (Rm)


 


 


Oggetto: Art. 63, L.R. 28.12.06, n. 27 - Accordo di Programma Quadro n. 8 “Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche” - Intervento n. A2/5


Mi è gradito comunicare che, su mia proposta, la Giunta Regionale del Lazio, con Deliberazione n. 668 del 03.08.07, ha approvato il Parco Progetti delle opere relative al Servizio Idrico Integrato che prevede il finanziamento di € 1.000.000,00 per l’esecuzione della seguente opera: “Realizzazione degli impianti fognari e dei collettori necessari alla separazione delle acque reflue bianche e nere, al fine di ridurre la portata di ingresso agli impianti di depurazione in loc. “Trocchi” e “Tobia” a tutela delle risorse idropotabili del Fiume Mignone” da realizzarsi in detto territorio.


Successivamente, con atti separati, verranno individuati i soggetti gestori e stabilite le forme, le modalità ed i criteri di realizzazione delle opere.


Filiberto Zaratti


 


 


 


 


Roma 21 settembre 2007


Prot. n. Ass.re/3819


 


AL SINDACO DEL COMUNE DI


CANALE MONTERANO


Piazza del Campo n. 9


00060 Canale Monterano (Rm)


 


Oggetto: Art. 63, L.R. 28.12.06, n. 27 - Accordo di Programma Quadro n. 8 “Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche” - Intervento n. A2/5


 


Mi è gradito comunicare che, su mia proposta, la Giunta Regionale del Lazio, Deliberazione n. 668 del 03.08.07, ha approvato il Parco Progetti delle opere relative al Se Idrico Integrato che prevede il finanziamento di € 350.000,00 per l’esecuzione della seguente opera: “Potenziamento tecnologico e impianti di depurazione in loc. “Trocchi” e “Tobia” a tutela risorse idropotabili del Fiume Mignone” da realizzarsi in detto territorio.


Successivamente, con atti separati, verranno individuati i soggetti gestori e stabilite le forme le modalità ed i criteri di realizzazione delle opere.


 


Filiberto Zaratti

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giovedì, 27 settembre 2007

Nella bacheca della locale sezione di Rifondazione Comunista compare un manifesto relativo alla futura Isola Ecologica.


La segreteria della sezione esprime alcune considerazioni, e preoccupazioni, sulla opportunità di non assumere decisioni “ dall’alto “ senza coinvolgere la cittadinanza.


A nome mio personale e dell’intera maggioranza desidero assicurare i concittadini di R.C. che l’intero percorso progettuale prevede, per l’appunto, una approfondita fase di informazione e dibattito.Il dott. Fabio Musmeci, dirigente della Provincia di Roma, che ci sta accompagnando in questa fase ancora preliminare, è già stato informato che stiamo preparando un incontro pubblico durante il quale l’Amministrazione, lo stesso Fabio Musmeci ed altri esperti, avranno il compito di illustrare il progetto completo e rispondere alle domande dei cittadini. Abbiamo fatto qualcosa di simile in occasione del pubblico dibattito sulla questione ATO2-Acea; altrettanto è in programma.


Se poi, il Segretario di R.C. o altri membri della segreteria, volessero prendere contatto con me, sarò, come sempre, ben lieto di incontrarli.


Eugenio Parise


Assessore alle Attività Produttive

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martedì, 07 agosto 2007

Nell’ultimo numero del foglio locale “La voce del leone”, si riporta, in forma palesemente ed artatamente ridotta ed incompleta, un mio intervento all’ultimo Consiglio Comunale.


Aggiornavo, con quell’intervento, il Consiglio tutto sugli ultimi sviluppi della “questione Acea-ATO2”.


Mi attendevo, eventualmente, una serie di osservazioni elaborate e costruttive, addirittura, visto la valenza di assoluto interesse dell’argomento, la proposta di un pubblico dibattito; ma certo non :  “OGNI COMMENTO E’ SUPERFLUO. PURTROPPO. “


Vorrei sperare che questa inacidita e frettolosa  riga non sia del direttore, al quale ho sempre riconosciuto equilibrio e compostezza; perché, se così non fosse, vorrebbe dire che il virus della superficialità, del totale abbandono all’astio di parte, della ottusa cecità e rinuncia ad una pur minima  autonomia intellettuale, non ha risparmiato proprio nessuno.


I commenti bisogna farli, eccome bisogna farli.


Naturalmente occorre essere liberi da condizionamenti, da asservimenti morali, politici e non, occorre essere autonomi, nella testa e nel cuore.


Ma soprattutto bisogna informarsi, verificare le carte, chiedere, confrontarsi, e non abbandonarsi ad una comoda ed orba ignoranza.

Bisogna venire in Municipio, documentarsi e non nascondere la testa come gli struzzi e colpire con i piedi.




E così, ancora una volta armati di santa pazienza, proviamo a spiegare, ai sani ed agli stolti, come stanno le cose, come sono andate, e come potrebbero andare.




Nella citata assemblea pubblica in cui si illustrò l’intera questione di Acea-ATO2, l’allora capo dell’opposizione nonché segretario provinciale dei DS, ebbe a proporre un rapporto di collaborazione con l’Amministrazione.


Ma per fare cosa?


Poco tempo dopo, in due occasioni: la prima durante una seduta di Commissione, e la seconda in un colloquio con il sottoscritto, lo stesso segretario provinciale ebbe a dichiarare, senza ombra di dubbio, CHE L’UNICA COSA DA FARE ERA DI CEDERE SUBITO LA GESTIONE DELLA RETE IDRICA E DEI DEPURATORI AD ACEA.


Ma allora, la tambureggiante richiesta di mantenimento del Servizio Idrico Integrato in mano pubblica portata avanti a Canale Monterano  dai Movimenti prima e da tutte le forze di sinistra poi, dove va a finire ?


Un po’ di coerenza non guasterebbe.


Due sono stati i motivi che hanno convinto questa Amministrazione a non firmare la cessione degli impianti ad Acea:


a)    Si stava profilando la concreta possibilità di un forte movimento locale e nazionale che spingeva verso la seconda opzione nella attuazione della Legge Galli, e cioè NON della GESTIONE DIRETTA affidata ad Acea, ma di un CONTRATTO DI SERVIZIO con il mantenimento del controllo dell’irrinunciabile bene che è l’acqua, in mano ai Comuni.


b)    La specifica richiesta di Acea a Canale Monterano era stata semplice e “spietata”: Acea assumeva la gestione ed al Comune rimaneva il problema della mancata autorizzazione allo scarico delle acque reflue ( con relative denuncie) e della mancata realizzazione della indispensabile separazione delle acque chiare dalle acque nere, la cui esecuzione richiedeva  una spesa di almeno un milione di euro.


Era questo che volevano i compagni DS di Canale Monterano ?


Iniziarono allora due tavoli di trattative, separate ma contemporanee; uno con Acea, per verificare le possibili alternative, e l’altro con L’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, per studiare soluzioni diverse.


Nel frattempo la Camera dei Deputati approvava la “Moratoria” che, se confermata integra al Senato, restituiva la totale titolarità degli impianti ai Comuni.


Appare evidente che, in questo contesto, era ed è essenziale rimanere liberi da un vincolo contrattuale che avrebbe legato Canale, per i prossimi 25 anni, ad Acea.


Insomma, per dircela tutta, bisognava prendere tempo e seguire con attenzione gli eventi i cui sviluppi, era ormai chiaro, non erano più infiniti.  


L’Acea, “ammorbidita” sia dalla ferma posizione dell’Amministrazione, che dai risvolti giudiziari a seguito delle denuncie per il depuratore di Vejano, si era disposta ad un sereno e non più affrettato e pressante rapporto sia con il Comune che con lo stesso Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio.


Credo di poter dire, senza possibilità di smentite, che sia la posizione assunta dall’Amministrazione comunale, che ancorpiù i fatti nazionali  promossi e causati dai movimenti a favore della ripublicizzazione dell’acqua, hanno generato il “miracolo” di una Acea disponibile, attenta e paziente di fronte ai programmi dell’Assessorato all’Ambiente della Regione.


Ne è riprova la lettera inviata dal direttore regionale De Filippis che ribadiva la promessa assegnazione sia di 350,000.00 euro per interventi straordinari sui due depuratori, che quella di 1.000.000,00 di euro per il completamento della separazione delle acque.


Aggiungeva alla fine che, una volta raggiunto il completamento di tutte le opere necessarie, con i relativi collaudi, era pensabile la ripresa del rapporto con il Gestore Unico.


A questo si era giunti con il lavoro paziente e silenzioso di molte forze che avevano concorso, in forme e percorsi diversi, ad un obbiettivo comune.


I risultati sono:


1) La gestione del S.I.I. è tutt’ora in mano pubblica, in attesa delle decisioni del parlamento.


2) Avremo i finanziamenti necessari alla completa salvaguardia del territorio e degli interessi dei cittadini, senza corse cieche verso il lavarsi le mani dai problemi, ma anche senza l’avventura di una gestione totalmente in proprio, abbandonati ed avulsi da tutti e tutto.


3) Per ora NON abbiamo l’Acea contro ed ABBIAMO la Regione a favore.


4) Per quanto poi riguarda il finanziamento di 5.500.000,00 euro promesso dall’Acea, cerchiamo di non fare i finti tonti o, peggio, i contestatori di professione.

Il finanziamento c’è e rimane, non contrasta con i piani dell’Amministrazione Comunale né con quelli della Regione, ma semplicemente verrà attuato, così come previsto dal Piano Industriale e Finanziario dell’Acea, “ nel prossimo quinquennio: 


(leggi NON PRIMA DI CINQUE ANNI).


E nel frattempo ???



Per concludere. La critica è un diritto ed un dovere, e non ho difficoltà ad ammettere che in questo primo anno di amministrazione non mancano gli spunti critici.


Tuttavia, equilibrio, buon senso e voglia di costruire, dovrebbero essere merce un po’ meno rara da tutte le parti.


Eugenio Parise


Assessore alle Attività Produttive
































 

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martedì, 10 luglio 2007

La situazione ereditata dalla scorsa amministrazione prevedeva la mera consegna degli impianti di depurazione e di distribuzione dell’acqua potabile ad ATO2-Acea in forma assolutamente subordinata.




Gli stessi impianti di depurazione, da sempre privi dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue, autorizzazione che ora è finalmente in procinto di essere ottenuta, dovevano essere trasferiti ad una gestione privatistica, che tuttavia avrebbe lasciati inalterati i problemi, conseguenti alla cronica mancanza di interventi risolutori, sia a danno del territorio che dei cittadini.




Questa amministrazione ha inteso che il proprio compito non consistesse in una facile e comoda soluzione quale quella che aveva ereditato e che comunque avrebbe facilmente potuto ribaltare sulla responsabilità del precedente Consiglio, ma, al contrario, di ricercare un  percorso alternativo che tenesse conto, allo stesso tempo, degli aspetti tecnico-finanziari, degli interessi della popolazione e, ancorpiù, di quelli del territorio.




Ed è proprio questo concetto, di priorità della difesa del sistema ambientale del territorio, rispetto persino alle momentanee esigenze della cittadinanza, che ha guidato le scelte sino ad ora compiute.




Una amministrazione attenta ad una questione strategica, quella della privatizzazione dell’acqua, ma anche attenta a comprendere i significati della crescente spinta che proveniva  dai movimenti dei cittadini che, in maniera civilissima, hanno creato la piattaforma su cui innestare una azione di riflessione e di possibili iniziative diverse.




A differenza di altre località, a Canale Monterano le accelerazioni proposte e richieste da Acea venivano congelate, così come senza esito erano le lusinghe della stessa Acea che con un documento ufficiale informava l’Amministrazione della decisione di finanziare, con la sorprendente cifra di 5.500.000,00 euro ( avete capito bene, oltre 5 milioni di euro)   la costruzione di 18 chilometri di condutture atte a convogliare gli scarichi fognari nel collettore Cobis, baipassando, in via definitiva, gli attuali impianti di depurazione.




Sarebbe stato un successo al quale era veramente difficile resistere.




Eppure lo abbiamo fatto, per dare tempo e spazio ad una iniziativa di carattere popolare, che incominciava a prendere forma.




Prima che a livello nazionale, la moratoria sull’acqua è stata attuata qui a Canale Monterano.




In questo siamo stati aiutati, in maniera decisiva, anche dalla manifesta volontà dell’Assessore regionale all’ambiente Filiberto Zaratti, che non ci ha fatto mancare il suo determinante supporto.




Il nostro compito non era, e non abbiamo voluto che fosse, ottenere un risultato immediato, peraltro ampiamente condiviso e sponsorizzato da larga parte dell’opposizione, bensì guardare lontano, con coraggio e fiducia, ad un progetto che provenisse, come obbligatoriamente doveva provenire, prima dai cittadini che difendevano un loro inalienabile diritto, e poi dai banchi del parlamento italiano.




E così è stato.




La Camera dei Deputati ha votato una moratoria che sospende il processo di  consegna degli impianti alle ATO.




Ma tutto questo NON è ancora legge dello Stato. Manca il passaggio indispensabile al Senato.




E quindi, ancora una volta, con maggiore fiducia ma con inalterata prudenza, dobbiamo attendere che un problema NAZIONALE venga risolto a livello nazionale.




Ancora una volta, nessuna fuga in avanti, nessun atto imprudente e provocatorio del quale è difficile conoscere la valenza giuridica e legislativa.




Noi procediamo sulla nostra strada, di prudenza e riflessione, mentre ci accingiamo ad un intervento da 400.000,00 euro per la messa in perfetta funzionalità dei depuratori, e proseguiamo nel progetto di separazione delle acque chiare, quest’ultimo in procinto di essere finanziato, sempre dall’assessorato all’ambiente, per un totale di 1 milione di euro in tre anni.




Nell’immediato, ed è una questione di giorni, l’ufficio tecnico provvederà ad un intervento urgente di parziale svuotamento delle vasche, per rendere sopportabile il processo di depurazione.




Contestualmente sono in corso di preparazione la gara di appalto per il progetto e successivamente la gara relativa all’esecuzione dei lavori di sistemazione definitiva dei depuratori.




Complessivamente è il progetto più imponente che sia mai stato realizzato nella nostra comunità.




Sono particolarmente lieto ed orgoglioso di sottolineare che il primo beneficiario sarà il nostro territorio.




 




Eugenio Parise




Assessore all’Ambiente

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venerdì, 06 luglio 2007
Il Consiglio è convocato per Lunedì 09/07/2007 alle ore 17.00, sala consiliare.
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martedì, 19 giugno 2007

Al Sindaco del Comune di


 Canale Monterano


 


 


E, p.c.


Allo S.T.O dell’ATO2


Roma


 


 


 


Oggetto: Art. 63, L.R. 27/06 – Programma straordinario di risanamento delle acque – Comune di Canale Monterano


 


 


 


Si comunica che è in corso di redazione la proposta della Giunta Regionale per l’approvazione del programma di cui all’oggetto, all’interno del quale vengono finanziate le opere di “Potenziamento tecnologico e impianti di depurazione in loc. Trocchi e Tobia nel Comune di Canale Monterano, a tutela delle risorse idropotabili del fiume Mignone” e di “Realizzazione degli impianti fognari e dei collettori necessari alla separazione delle acque reflue bianche e nere, al fine di ridurre la portata di ingresso agli impianti di depurazione in loc. Trocchi e Tobia nel Comune di Canale Monterano, a tutela delle risorse idropotabili del fiume Mignone”, per un finanziamento complessivo di E. 1.350.000,00.


 


Pertanto il Comune sarà Ente attuatore e proprietario finale delle opere finanziate la cui gestione, a collaudi avvenuti, sarà possibile trasferire al S.I.I. per tramite del Gestore Unico.


Distinti saluti


 


Il Direttore Regionale


Dott. Raniero De Filippis

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domenica, 03 giugno 2007

Il recente provvedimento licenziato alla Camera dei Deputati, se sarà anche approvato in Senato, senza modifiche, apre uno scenario impensabile sino a qualche mese addietro.


Congelare le trattative di cessione degli impianti del sistema idrico e degli impianti fognari dai Comuni alle ATO-Acea.


 


Scrivevo su questo sito il 21 Gennaio 2007:


§                     L’alternativa “In House”. 


Dall’analisi di un piano finanziario appare chiaro che non esistono le condizioni economiche per intervenire in proprio ( ad esempio mediante l’accensione di mutui ed un conseguente pesante indebitamento che alla fine non significherebbe altro che nuove tasse ai cittadini )


E’ bene non dimenticare che questo Comune ha faticosamente raggiunto un difficile equilibrio dei conti, che ha già conosciuto un commissariamento per dissesto finanziario e che l’accesso al finanziamento pubblico è sempre più difficile.


Una autonoma gestione è una scelta pretenziosa e priva di una visione progettuale, e porta inevitabilmente verso aggravi di costi e disservizi.  


Non è peraltro sfuggita a questa Amministrazione l’esigenza di una rivisitazione della Legge Galli, di una completa ristrutturazione della Conferenza dei Sindaci quale strumento che dovrebbe diventare una vera ed efficace Autority.


Da questa Autority deriverebbe il compito di un controllo tempestivo ed efficace sulla gestione, sugli investimenti e sulla politica dei prezzi di ATO2 - Acea.


Meglio ancora sarebbe una struttura consortile, ovvero  la formazione di un Consorzio fra i Comuni stessi che verrebbe affiancato da una struttura di Servizio e non una di Gestione come è ora organizzato ATO2.


Questa possibilità era peraltro prevista dalla Legge Galli ( attraverso la Regione Lazio) che dava, appunto,  ai Comuni di ogni ATO la possibilità di cooperare o tramite la stipula di una Convenzione di Cooperazione ( quella poi scelta ed a breve operante) oppure tramite un Consorzio.


Appare quindi evidente che è impensabile e surreale, allo stato delle cose, una scelta solitaria.


L’ Amministrazione guarda anche con favore ad un movimento di carattere popolare che sia in grado di esercitare una pressione sulle parti politiche e sul Governo in genere, e proteso ad ottenere un ripensamento legislativo sull’intero impianto.


Per concludere, non una azione singola, inefficace ed ulteriormente penalizzante per i Cittadini, bensì una richiesta forte e di respiro nazionale.


 


Ed era esattamente così come descritto in quel momento ma, come dire, mai dire mai……….


Durante un incontro preparatorio alla firma della Convenzione di cessione degli impianti ad ATO2-Acea, le diverse valutazioni che sino ad allora erano rimaste latenti, esplodevano in un duro irrigidimento da parte mia, in qualità di responsabile delle trattative, che mi facevano assumere una nuova posizione delle cui conseguenze  così informavo la cittadinanza il  9 Febbraio:


 


CONVENZIONE ATO2-Acea


Alla luce dei recenti avvenimenti che coinvolgono la "questione ATO2" , pur condividendo il percorso comune fatto dalla maggioranza nella quale pienamente mi identifico e riconosco, ho chiesto all'Amministrazione una nuova e profonda analisi dei vari aspetti del problema e, contemporaneamente, una accurata riflessione sulla opportunità di posticipare la firma della Convenzione con ATO2.


Eugenio Parise - Assessore Attività Produttive, Sviluppo e Personale.


 Durante una Giunta straordinaria di ieri sera, la maggioranza ha accolto unanime la mia proposta per una pausa di riflessione e slittamento della firma della Convenzione con ATO2.


I vertici di ATO2 sono stati informati dal Sindaco.



Tutti noi siamo combattuti fra la realistica coscienza della attuale situazione tecnico-gestionale del nostro sistema idrico e depurativo, e la ricerca delle massime garanzie ottenibili da ATO2-Acea sulla gestione che è oggetto della Convenzione.



A nome della Amministrazione voglio assicurare tutti che useremo questo lasso di tempo, del quale non so prevedere la durata, per percorrere la strada più democratica e realistica che troveremo davanti a noi.


E.P.



 


Qualcosa, molto più di qualcosa, è cambiato da allora.


Due importanti fatti nuovi si sono succeduti in tempi rapidissimi.




  • I Movimenti sono stati capaci di dare un impulso straordinario all’intera vicenda, compiendo una imponente opera di coinvolgimento, suggerendo ad Amministrazioni locali ( Canale Monterano) di raffreddare  le accelerazioni richieste da Acea e permettere a strutture pubbliche di maggior peso e più sensibili di altre, ( Assessorato Ambiente Regione Lazio) di prendere atto dei mutamenti in corso e di favorire ed accompagnare, con atti concreti, ( finanziamenti) il processo riflessivo di alcuni Comuni.



  • L’altro fatto è il “miracolo” di carattere nazionale. La pressione di relativamente pochi, che hanno saputo così bene, ed in maniera civile e pacifica,  interpretare il desiderio di molti, ha generato una fase di riflessione che fa sperare bene.



La Democrazia che viene dal basso ha prodotto i suoi benefici effetti.


Eugenio Parise


Assessore alle Attività Produttive,


Tutela Ambiente e Territorio, Personale.


 

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venerdì, 01 giugno 2007

 Giovedì 31 maggio è' stato approvato alla Camera dei Deputati l'emendamento al Disegno di Legge Bersani contenente il provvedimento di moratoria sui processi di privatizzazione dell'acqua.



L'emendamento prevede che, fino all'approvazione di una nuova normativa, in attuazione dei decreti correttivi del decreto ambientale, relativa alla gestione del servizio idrico integrato , siano sospesi tutti gli affidamenti a soggetti privati, compresi quelli attualmente in corso.



Il Parlamento dunque recepisce quanto da tempo - a partire dalla grande manifestazione nazionale di Palermo del 10 marzo scorso - i movimenti per l'acqua chiedono, attraverso le mobilitazioni territoriali e la campagna nazionale di raccolta firme per una nuova legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua.


Il provvedimento dovrà ora essere approvato anche in Senato.

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mercoledì, 23 maggio 2007

Oggi 23.05.2007 presso la sezione distaccata di Bracciano del
Tribunale di Civitavecchia, è stata emessa una condanna definitiva
tramite patteggiamento della pena a carico di ......................... che nell'anno 2005
aveva realizzato due fabbricati rispettivamente di 77 e 21 mq in
totale assenza dei titoli abilitativi.
I guardiaparco della Riserva nel mese di aprile 2005 a seguito
dell'acquisizione presso l'Uff. Urbanistica e territorio della Regione
Lazio delle domande di richiesta di compatibilità  paesaggistica (L.
308/04 Legge delega), riguardanti opere realizzate all'interno
dell'area protetta, avevano sequestrato i due immobili sopra citati.
Il Responsabile del SUE del Comune aveva emesso apposita ordinanza di
demolizione delle opere, a cui la Sig. ....................... si era opposta tramite
ricorso al TAR.
Oggi l'avvocato della ricorrente, avendo coscienza della colpevolezza
della propria assistita,  ha chiesto il patteggiamento della pena,
limitando così  i danni.
La Sig. .......................... è  stata quindi condannata dal Giudice Unico Dott.ssa
Rubera
alla pena di mesi 1 di reclusione commutata nel pagamento di  euro
1000, ed a euro14.000 di sanzione,  alla demolizione delle opere ed al
ripristino dello stato dei luoghi.
E' una sentenza importante perchè premia il lavoro di conservazione
e tutela della Riserva portato avanti dall'Ufficio tecnico della R.N.
Monterano e dal Comune di Canale.

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venerdì, 11 maggio 2007

Prot. n. 2589

del 10 maggio 2007

On. le Filiberto Zaratti

Assessore Ambiente e Cooperazione

tra i Popoli della Regione Lazio

Via del Tintoretto, 432

00142 - Roma

 

 

Gent.mo Assessore

 

Desidero, a nome mio personale e a quello dell’Amministrazione che ho l’onore di presiedere, ringraziarTi per il sostegno che ci stai fornendo in merito all’”Emergenza Ambientale“ del Fiume Mignone.

      Il Tuo intervento, sia per quanto riguarda l’emergenza odierna e cioè la messa in sicurezza ed efficienza degl’impianti di depurazione, sia quello di più ampio respiro riguardante il risanamento ambientale ed igienico sanitario dell’intero comprensorio comunale, ci supporta e ci conforta nella validità delle nostre scelte tendenti alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente, con particolare riferimento alla Riserva Naturale.

      Per gli stessi motivi riteniamo opportuno e doveroso impegnarci insieme a quanti lo crederanno opportuno, confidando nell’aiuto del Tuo Assessorato, della Tua Giunta e nell’impegno del Governo Nazionale, in azioni mirate alla tutela delle riserve idriche e dei corpi ricettori rappresentando interessi pubblici e collettivi della comunit&